Fare un po' di fatica può aiutare la creatività?
Da quasi due anni frequento presso la bibilioteca "Carluccio" di Torino il gruppo "Il gusto del raccontare", coordinato da Susanna Bassi. Un esercizio proposto ultimamente è stato quello di iniziare una storia a partire da un acrostico (un componimento poetico in cui le lettere o le sillabe o le parole iniziali di ciascun verso formano un nome o una frase, cit. Wikipedia).
La parola scelta è stata IDEA. All'inizio sembrava un compito difficilissimo, ma i buoni risultati dei testi dei partecipanti hanno dimostrato che a volte qualche difficoltà può indurre a ragionare in modo diverso e di conseguenza far scattare qualche spunto interessante.
Ho iniziato a rimuginare su I.D.E.A. una sera, buttando giù qualche frase; alla fine ho riempito il mio quadernetto di pagine con "idee". Ne ho poi selezionate due da ampliare.
Esercizio molto stuzzicante.
Idea Ikea
Insuperabile divano Ektorp affittasi. O meglio affittasene metà, o cedesi anche gratis. In cambio di un film con i popcorn, o lunghe serate a sfogliare le foto imbacuccati sotto una coperta che scopre i piedi.
Inutile dormire eternamente abbracciati, ma la colazione insieme alla domenica sarà il nostro momento. I pancake, la torta di mele e la spremuta di arance. Senza orario, senza fretta.
Intrappolati dentro economici armadi i nostri vestiti insieme ai ricordi delle giornate che vivremo. La camicetta della prima sera, i pantaloni del colloquio, le calze disordinate del primo litigio.
Immancabili disegni etnici appesi alle pareti per rievocare i viaggi che faremo. Noi due, zaino in spalla, senza prenotare. O forse in hotel, viaggio organizzato: parliamone.
Insuperabile divano Ektorp affittasi. O cedesi anche gratis in cambio di un amore.
Il secondo pezzo la prossima volta!
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