Al laboratorio "Quando sarò morto..." Vito ci ha proposto gli "esercizi di stile", un classico sempre molto intrigante. Avevo già fatto lavori simili lo scorso settembre, ad un seminario condotto da Maria Marullo. E' in quell'occasione che ho fatto la conoscenza del testo "Esercizi di stile" dell'autore francese Raymond Queneau: una raccolta di vere e proprie variazioni sul tema a partire da una storia breve e alquanto banale (tra l'altro in italiano il libro è stato pubblicato nel 1983 da Einaudi con la traduzione di Umberto Eco, che ha apportato anche alcune aggiunte molto divertenti).
Questo di rivedere un testo alla luce di diversi stili è un esercizio che mi diverte tantissimo!
Ho quindi rielaborato il mio incipit, che era:
Quando sarò morto, sarà tutto più facile. Appena avrò addosso il vestito, quello scelto da me, nessuno si accorgerà che ho paura. Appena sarò scheletro bianco nella notte, nessuno vedrà che tremo. Gli darò il sacchetto con le caramelle "Dolcetto o scherzetto?" Sarò coperto dal mantello, sarà tutto più facile. E finalmente lo bacerò.
Retrogrado
Lo bacerò finalmente. Sarà tutto più facile perché sarò coperto dal mantello. Prima gli avrò dato il sacchetto con le caramelle "Dolcetto o scherzetto?” ed avrò camminato come scheletro bianco nella notte. Nessuno avrà visto che tremo. Nessuno si sarà accorto che ho paura. Il vestito che avevo scelto sarà pronto, addosso a me.
Sarà tutto più facile, quando sarò morto.
Sogno
L’atmosfera era cupa, ed io ero morto stecchito. Il primo pensiero fu "ora sarà tutto più facile". Il vestito che avevo addosso era quello scelto da me, proprio pochi giorni prima. Camminavo scalzo sulla sabbia, anche se ero in città. Nessuno si era accorto che avevo paura, vagavo nella nebbia come scheletro bianco. Era notte: mi passò davanti un trattore, che perse una cassetta di fragole: le schiacciavo con i piedi nudi. Nessuno aveva visto che tremavo.
Poi c’era lui. Gli diedi il sacchetto gigante con le caramelle "Dolcetto o scherzetto?". Ero coperto da un mantello scuro ma si intravedeva che sotto avevo la camicia gialla a pois. Era davvero tutto più facile: finalmente lo baciai.
Fu a questo punto mi svegliai di colpo, tutto sudato. Non avevo sentito la sveglia!
Negatività
Quando non sarò più vivo, non sarà tutto così difficile. Appena non sarò nudo, appena avrò addosso il vestito, non quello scelto da altri ma quello scelto da me, nessuno si accorgerà che non sono tranquillo, nemmeno sereno, neppure rilassato ma che ho paura. Appena sarò né zombie o fantasma, né stregone ma scheletro bianco nella notte, nessuno vedrà che le mie mani non sono sicure e nemmeno decise, anzi stanno tremando. Gli darò il sacchetto non con i biscotti o le patatine, ma con le caramelle "Dolcetto o scherzetto?". Sarò coperto non dal cappotto né da un impermeabile, neppure da un poncho, bensì da un mantello. Allora non sarà tutto così difficile. E finalmente non gli parlerò, nemmeno lo abbraccerò. Lo bacerò e basta.
Dunque, cioè
Dunque, cioè, quando ero morto, era tutto più facile. Cioè, appena avevo addosso il vestito, cioè intendo quello che avevo scelto io, dunque nessuno si era accorto che avevo paura. Cioè, appena ero scheletro bianco nella notte, cioè nessuno aveva visto che tremavo. Cioè gli avevo dato il sacchetto con le caramelle, "Dolcetto o scherzetto?" dunque cioè ero coperto dal mantello, e cioè davvero era tutto più facile. Dunque,cioè, insomma... alla fine l’ho baciato.
Ampolloso
Quando il fato avrà deciso di porre fine alla mia terrena esistenza, ogni cosa mi parrà più agevole. Non appena porterò indosso la veste da me prediletta, nessuno potrà scorgere lo sgomento che mi abita le viscere e l’inquietudine che mi possiede l’anima. Nel momento in cui prenderò sembianze di scheletro candido nelle tenebre del crepuscolo, nessuno ravviserà i sussulti delle mie mani. Sarà allora che gli porgerò con amabile grazia la busta degli zuccherosi dolciumi "Pasticcino o burla?". La cappa scura celerà la mia figura, ogni cosa sarà privata delle proprie peculiari difficoltà. E finalmente appoggerò le mie labbra alle sue e potrò godere della linfa vitale che egli emana.
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